PAROLE PER PENSARE: SILENZIO

PAROLE PER PENSARE: SILENZIO

Da tempo pensavo di scrivere un articolo sul silenzio, sulla sua importanza nella nostra vita frenetica. Su quanto sia prezioso e tuttavia poco presente nelle nostre giornate, poco sperimentato. Penso al silenzio come possibilità di ascoltare e di ascoltarsi e come sfondo necessario alla riflessione ed al relax personale. Ma lo considero anche come rispetto dell’altro e condizione favorevole per apprezzare ciò che ci circonda.

Volevo provare ad invogliare i lettori a ricercarlo ed a trovare modi possibili per crearlo. Naturalmente se questo non facesse già parte del loro desiderato modo di vivere o del loro concetto di relax.

Non avrei mai pensato la condizione in cui ci saremmo trovati tutti. Condizione causata da questo periodo di emergenza da Coronavirus e dalla necessità di fermare gran parte delle attività quotidiane e rimanere a casa. Stiamo vivendo in una dimensione nuova e surreale che sta modificando anche il nostro ambiente sonoro. Eravamo abituati a dei rumori intorno a noi che ora, con le nuove abitudini di tutti, sono cambiati. Sono spariti quasi totalmente, oppure, in case rumorose di voci, discussioni, risate e litigi, sono moltiplicati. Ma quello che sembra più strano è forse il silenzio inaspettato che occupa uno spazio nuovo, un tempo dilatato…

In fondo alla pagina trovate i link a due articoli precedenti, che parlano di questa situazione.

Assenza…

Non si sentono più i consueti rumori del traffico o il vociare delle persone in strada che eravamo abituati a sentire. Alcuni li sentivamo quasi senza più farci caso, altri li dovevamo subire in molti momenti. L’assenza delle persone in giro è fragorosa, ha il suono di un vuoto che, dopo essere stato forse desiderato, lascia increduli. Chi abita affacciato su piazze abitualmente affollate, sente ora solo il rumore dell’acqua delle fontane. Un suono cristallino e rilassante che prima si perdeva nei rumori circostanti e che in questi giorni si riprende la scena, prevale sul silenzio.

Strade, piazze, luoghi silenziosi come in un afoso pomeriggio di agosto in città. Un silenzio che non abbiamo però la possibilità di apprezzare perché in quelle strade e piazze, per adesso, non possiamo camminare.

Accenno appena, per doveroso rispetto, ad altre forme di silenzio causate da questa terribile emergenza e che non vanno dimenticate. Il silenzio triste della solitudine, di persone anziane o malate o fragili che non possono vedere parenti o amici. Il silenzio doloroso e straziante di chi è ricoverato in ospedale e non può ricevere visite o di chi in ospedale muore senza un proprio caro vicino. Non trovo parole per descrivere o lenire queste sofferenze. Non le potevamo immaginare, prima di questi avvenimenti.

Presenza…

Ma proviamo a pensare al silenzio come ad una condizione naturale e necessaria a strutturare e scandire il nostro tempo e il nostro linguaggio. Come le pause servono a scandire le note musicali e a dare corpo all’armonia, ecco che il silenzio assume una caratteristica piena. La sua presenza è fondamentale nelle nostre vite. 

Il silenzio è e rimane un prezioso alleato della nostra mente, una dimensione da coltivare per riuscire a pensare, a ricordare, a fare progetti. Lo sentiamo necessario per lasciarci andare ad immaginare o quando vogliamo leggere. Ancora di più per entrare in contatto con noi stessi per conoscerci nel nostro intimo e profondo essere. Nel dialogo il silenzio serve per ascoltare l’altro, per incoraggiarlo a proseguire nel suo racconto. Per lasciargli la possibilità di esprimersi.

Apprezzarlo, coltivarlo…

Chi sta bene, chi ha la possibilità e la fortuna, oltre al dovere, di rimanere a casa in questo periodo ha più tempo a disposizione. Può accorgersi che questo tempo non deve essere riempito per forza di suoni, voci e rumori. Non è necessario tenere sempre la televisione o la radio accese, fare continue telefonate a parenti e amici per sconfiggere la noia o la solitudine. Né inviare e leggere insistenti messaggi nelle chat che, con le loro notifiche, segnano senza interruzione le nostre giornate…

Abbiamo, per la prima volta, volenti o meno, del tempo a disposizione per noi. Con la possibilità di impiegarlo, almeno in parte, per pensare, per interrogarci, per conoscerci. Abbiamo l’opportunità di mettere alla prova il nostro rapporto con l’unica persona con cui abbiamo ed avremo sempre a che fare: noi stessi. Di osservarci e valutarci onestamente nel nostro modo di affrontare questo periodo paradossale. Di lasciarcene sopraffare oppure di considerarlo come un’occasione per rinforzare la nostra forza di volontà. Questo, lo possiamo fare solo in silenzio, a tu per tu con noi stessi. Quando ci è capitato l’ultima volta?

Con i bambini…

Anche nelle famiglie, più o meno numerose, provare a ritagliare momenti di silenzio o di spazi individuali è importante, forse ora più che mai. Lo è soprattutto nelle situazioni affollate, in cui la convivenza forzata è più difficile nel lungo periodo e mette a dura prova la pazienza e le relazioni.

Spiegare ai bambini questi concetti non è certo semplice, ma si può provare, iniziando con qualche breve richiesta e motivandola. Usando il gioco “facciamo il gioco del silenzio…”, “respiriamo a fondo…”, ricorrendo a filastrocche o raccontini, anche inventati, che parlino del silenzio. Soprattutto con i più piccoli, serve dare loro l’esempio e, per tutti, far apprezzare momenti di silenzioso relax. Si può bere insieme un succo o una tisana… e assaporare quegli attimi con il respiro pieno, magari chiudendo gli occhi…  Stare insieme ma senza parlare, iniziando con pochi secondi, poi un minuto e poi un po’ di più.

Si potrebbe scoprire che i bambini, se vengono coinvolti in modo piacevole e significativo, possono gradire queste proposte. Non solo: si potrebbe scoprire che, senza saperlo, ne avevano bisogno. Che sentivano istintivamente l’esigenza di rallentare, di decantare sensazioni ed emozioni. Che avevano la necessità di fermarsi un pochino, ma non sapevano di provarla, né come fare, non erano abituati. Chissà? Potrebbe essere l’occasione di creare nuovi, preziosi rituali che, per diventare abitudini, richiedono del tempo e… il tempo ora c’è.

Ecco i link:

http://www.educazionequotidiana.it/leducazione-non-ha-eta/nuove-abitudini-nuove-domande/(si apre in una nuova scheda)

http://www.educazionequotidiana.it/pedagogia-quotidiana-per-genitori/bambini-e-emergenza-sanitaria-affrontarla-con-equilibrio-e-positivita/(si apre in una nuova scheda)

29 marzo 2020