MODIFICARSI: È SEMPRE POSSIBILE CAMBIARE E MIGLIORARE

MODIFICARSI: È SEMPRE POSSIBILE CAMBIARE E MIGLIORARE

Considerare il cambiamento, in senso migliorativo, come parte integrante di noi e del nostro personale modo di evolvere, dovrebbe essere un modo naturale di pensare. Il cambiamento è necessario alla nostra crescita, in tutte le sfere della nostra vita. Crescere nella capacità di pensiero, nella sfera emotiva, nelle competenze motorie e prassiche, comporta processi maturativi che necessitano di tempo. Richiede energie, impegno, volontà, pazienza e costanza. La motivazione, collegata al mondo emozionale della persona, è la fiammella che accende e alimenta tutto il processo di crescita e miglioramento personale.

Le possibilità di cambiamento e di miglioramento proseguono ben oltre il naturale sviluppo fisico, psichico ed emotivo della persona, nell’età adulta e nella vecchiaia. Il cambiamento è una costante nella nostra vita, anche se può sembrare un paradosso abbinare la parola “costante” a “cambiamento”. Per essere proficuo deve avvenire gradualmente ed essere integrato in modo rispettoso nel processo di evoluzione e nella sensazione di continuità personale.

Possibilità di cambiare: desiderio o timore?

L’idea di cambiare, anche se in meglio, può, in alcuni casi, creare delle resistenze, perché sollecita pensieri di incertezza, timori di aspettative non realizzabili. Può far intravedere nuovi territori da esplorare, territori che attraggono, ma, essendo sconosciuti, contemporaneamente sembrano colmi di ostacoli. Rimanere nella propria “zona di sicurezza”, quella che viene chiamata “comfort zone”, può sembrare una scelta (o meglio, una non-scelta) allettante. 

Convinzioni limitanti su se stessi

Molte persone sono convinte di non poter cambiare e si dicono “tanto sono fatto così”, “ma alla mia età, cosa vuoi cambiare…”, e si raccontano di non avere scelta. Rinunciano anche a provare, magari perché sono cresciuti sentendosi dire frasi che li sminuivano (fisicamente, nel carattere, nelle tendenze e abitudini, …). Molti si sono persuasi, ad esempio, di essere pigri, maldestri o incapaci, inaffidabili, eternamente sovrappeso, perfino stupidi e via di questo passo. Non pensano nemmeno di poter cambiare e migliorare o forse lo pensano e lo desiderano, ma sono frenati dalla paura di non riuscire. Questo può portare anche a crearsi degli “alibi” per non provare nemmeno a modificare le cose.

Attenzione alle “etichette”

Con i bambini ed i ragazzi è molto importante fare attenzione a quello che si dice di loro, a non definirli in modo limitante, negativo o positivo che sia. Ogni bambino ed ogni preadolescente o adolescente è speciale e unico, può avere talento in un’area e non in un’altra. Non si può eccellere in tutto e nessuno si aspetta questo, ma ciascuno, se sostenuto, guidato e incoraggiato, può migliorare.

Definire qualcuno con giudizi troppo positivi (“è un genio”, “è il migliore della classe”, “è così tranquillo e maturo”, …), può alimentare aspettative insostenibili nel tempo. Descriverlo solo in base ai suoi punti di forza (“è un artista, la scienza e la matematica non fanno per lui…”) potrebbe togliergli la motivazione ad esplorare altre sue potenzialità.

Ancora peggio, etichettare qualcuno in base alle sue “carenze”, dando giudizi negativi, non lo spronerà certo a darsi da fare per migliorare, ma lo renderà ancora più insicuro e lo demotiverà. Quel bambino o ragazzo probabilmente porterà con sé l’idea sbagliata di essere disattento, impacciato, pigro, disordinato, poco intelligente o irrecuperabile… Sono tutte etichette che diventano sempre più difficili da togliersi di dosso, perché “appiccicate” come adesivi scomodi e dalla colla molto resistente. Sono dannose, inutili e fuorvianti, perché possono far vincere il pregiudizio e precludere strade e possibilità talvolta inaspettate.

Cambiare si può

Invece sappiamo che, se lo si desidera davvero e ci si impegna, si può cambiare, si può migliorare ad ogni età, in molte aree personali. Da quella fisica a quella emotiva, nell’area cognitiva e in quella delle competenze pratiche o legate alla creatività, nei propri atteggiamenti mentali e nelle abitudini.

Se si dà fiducia ad un bambino, un preadolescente, un adolescente, lo si aiuta a credere nelle sue capacità, a provare e riprovare. Questo accade, soprattutto, se lo si aiuta a coltivare la convinzione di poter migliorare, fino a sentire il desiderio di farlo e la spinta ad attivarsi.

Esistono moltissimi collegamenti tra attenzione e motivazione, memoria ed emozioni. Sono influenze reciproche e connessioni tra le varie funzioni intellettive, per cui l’apprendimento di una capacità ne favorisce altre e le sostiene, come sappiamo anche grazie alle neuroscienze.

Le capacità intellettive possono migliorare, nonostante si sia sempre pensato il contrario, cioè che la dotazione di base fosse già definita e poco o nulla modificabile. Con una buona mediazione educativa, per gli apprendimenti e le competenze cognitive ed emotive, si possono ottenere nel tempo risultati importanti. Lo sviluppo della persona può proseguire a tutte le età, fino alla vecchiaia. Anche nell’ambito della disabilità si possono attivare risorse inaspettate. È illuminante, in questo senso, la teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale, su cui si basa il Metodo Feuerstein. (Vedi sotto, il link all’articolo sul Metodo Feuerstein)

Con i propri figli

È importante offrire ai figli occasioni per mettersi alla prova, per apprendere, sperimentare e coltivare le abilità e le potenzialità emotive, cognitive e pratiche. Di seguito trovate alcuni spunti per fornire loro, man mano che crescono, possibilità semplici, concrete e varie per ampliare la propria gamma di competenze. In fondo, come sempre, ogni attività anche quotidiana può trasformarsi, se la si osserva e valuta con occhio attento, in un momento di interazione e confronto stimolante.

  • Già in famiglia, nella propria casa, per un bambino e poi un ragazzo, è fondamentale poter dare il proprio contributo. Può dapprima aiutare la mamma o il papà nelle varie faccende domestiche, scoprendosi man mano sempre più capace e autonomo
  • nel tempo e grazie alle possibilità di dialogare con genitori, fratelli e sorelle, potrà dare il suo parere sentendosi ascoltato e valorizzato
  • potrà avere possibilità di scelta e decisione sempre maggiori e provare il piacere di scoprire gradualmente le sue aumentate competenze. Con sorpresa e soddisfazione, potrà anche verificarne costantemente la ricaduta nella sua vita pratica
  • negli impegni scolastici, nel fare i compiti a casa e nello studio, l’aiuto migliore che si può dare ad un figlio è quello che viene offerto “al bisogno”. Quello che, gradualmente, si riduce ad interventi strettamente necessari, che lo portano a riflettere, a farsi le giuste domande. Solo così lui potrà verificare le proprie reali capacità, capire perché, come, quanto riesce a risolvere quel problema o comprendere quell’argomento
  • naturalmente anche le attività sportive, artistiche o collegate ad interessi specifici, sono buone occasioni di crescita e miglioramento.

Consapevolezza del proprio cambiamento

Come penso risulti abbastanza chiaro, non basta proporre ai figli le varie attività e farle sperimentare, sia nel quotidiano che in ambiti più strutturati. Ovviamente è fondamentale dare l’attenzione che meritano all’impegno e al tempo che hanno investito, alle energie e alla volontà che hanno messo in campo. Serve poi farli riflettere sui propri cambiamenti, valutare insieme le nuove capacità e abitudini per aiutarli a rendersi conto del percorso fatto.

A seconda dell’ambito che interessa, si possono ricostruire con loro i vari passaggi, come hanno fatto ad arrivare fino a lì, a riuscire nella tal attività. È bene ripercorrere quei passaggi, ricordando anche i momenti più ostici, magari perfino di sconforto, le incertezze e gli sforzi. Rivedere soprattutto come li hanno superati, come si sono impegnati per affrontare difficoltà e momenti negativi. Aiutarli a ricordare gli stati d’animo provati, come si sono sentiti nel riuscire finalmente a raggiungere quel risultato, quell’obiettivo.

Tutto questo li aiuta a conoscersi sempre meglio, ad interiorizzare processi di evoluzione, cambiamento, miglioramento che si ripeteranno, rinnovandosi, ancora e ancora. Li accompagnerà a divenirne consapevoli, perché nella vita non si finisce mai di cambiare e, se lo si desidera davvero, di migliorare.

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In questo articolo mi sono ispirata al criterio di mediazione usato nel Metodo Feuerstein e che si chiama: “Mediazione della consapevolezza della modificabilità umana e del proprio cambiamento”. Nel primo articolo di questa serie “Raccontare la propria storia ai figli” (vedi link sotto) trovate una breve nota al riguardo.

Cari genitori

Cari genitori, come si può ben comprendere, questo è un tema molto vasto, (collegato ai precedenti articoli) che in un blog può venire solo accennato. Riguarda la crescita armoniosa ed equilibrata dei vostri figli, il loro benessere e il desiderio che realizzino la propria vita in modo felice.

>> Voi genitori potete sentire il bisogno di essere accompagnati in un vostro percorso di valutazione e rielaborazione pedagogica di: obiettivi, scelte, stile educativo e relazionale. La vostra disponibilità a voler comprendere i punti di forza che avete, ma anche le difficoltà che provate, i dubbi, le possibili contraddizioni, è fondamentale e preziosa.

>> Forse anche i vostri figli, preadolescenti e adolescenti, possono provare il desiderio di confrontarsi con qualcuno di esterno alla famiglia. Se vivono un periodo di confusione riguardo il loro presente o futuro, possono cercare uno spazio di ascolto e di rielaborazione dei propri pensieri e vissuti. Il colloquio pedagogico, di tipo formativo e non terapeutico, può essere di supporto alla crescita della persona e di potenziamento delle risorse personali. Può aiutarli a conoscersi meglio e ad attivarsi con consapevolezza per il proprio benessere.

Per eventuali richieste di incontri, in studio o in videochiamata, potete contattarmi attraverso il modulo “contatti”:

http://www.educazionequotidiana.it/contatti/

Il primo colloquio è orientativo ed è gratuito.

Link ai precedenti articoli

https://www.educazionequotidiana.it/leducazione-non-ha-eta/il-metodo-feuerstein/

https://www.educazionequotidiana.it/quante-emozioni/raccontare-la-propria-storia-ai-figli/

https://www.educazionequotidiana.it/quante-emozioni/ogni-bambino-e-una-persona-unica-e-irripetibile/

https://www.educazionequotidiana.it/quante-emozioni/favorire-il-senso-di-competenza-dei-bambini/

https://www.educazionequotidiana.it/quante-emozioni/i-propri-obiettivi-immaginarli-e-costruirli-nel-tempo/

https://www.educazionequotidiana.it/quante-emozioni/comportamento-e-stati-emotivi-lautoregolazione-possibile/

(Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

28 aprile 2021