CONTAGIO EDUCATIVO

CONTAGIO  EDUCATIVO

Forse vi è capitato che…

mentre eravate in coda ad un semaforo, avete visto un’auto che veniva dal verso opposto al vostro con la freccia a segnalare l’intenzione di svoltare a sinistra, magari nella strada proprio in corrispondenza a dove vi trovavate voi ed avete intuito la possibilità di fare una piccola marcia indietro, dando il via ad altre leggere manovre – chi in avanti chi indietro – per far spazio alla persona che, grata, mano alzata in segno di saluto e sorriso verso di voi, poteva finalmente imboccare la strada alla sua sinistra e lasciare via libera alle auto dietro di lei, che erano bloccate dalla sua sosta. E vi siete sentiti bene. Soddisfatti. È bastato così poco… E avete forse pensato che le persone che hanno assistito a questa piccola cortesia saranno pronte a riproporla a loro volta in una situazione analoga…

Oppure alla cassa del supermercato, voi con il vostro carrello abbastanza pieno avete lasciato passare davanti nella vostra fila qualcuno che aveva solo pochi articoli da acquistare, tenuti in bilico tra le mani. Che vi cambiava? Pochi minuti al massimo, ma per la persona a cui avete fatto questa cortesia, sarà stato un sollievo e forse, a sua volta, lei stessa, potrà far passare qualcuno davanti in un’altra occasione…

O ancora, in coda in qualche ufficio, finalmente toccava a voi e qualcuno, con atteggiamento trafelato, vi ha chiesto se poteva passarvi davanti solo un momento per un’informazione veloce e, rendendovi conto che, se si fosse messa in coda quella persona avrebbe perso un sacco di tempo, avete acconsentito e, per giunta, con un sorriso…

 

Il “contagio educativo”

Sono piccoli esempi di quello che mi piace chiamare “contagio educativo”: gesti cortesi, semplici ma efficaci, che non ci costano niente se non qualche frazione del nostro tempo, ma che possono mettere di buon umore qualcuno, anche se per noi è un estraneo e portare come conseguenza che questo favore venga riproposto da altri verso altri, più volte e magari chissà, anche verso di noi, in una sorta di “onda cortese” che si propaga tra le persone…

Mi piace pensare che l’attenzione, la cortesia, la gentilezza, quando sono possibili e in fondo non ci costano alcuno sforzo, fanno bene a chi le riceve come a chi le fa ed hanno il potere di produrre piccole gratitudini, sorrisi inattesi, pensieri positivi che rallegrano per un momento o anche di più la persona coinvolta, che, forse, grazie a questo, vedrà la propria giornata sotto un’altra luce…

 

… e inoltre…

Se poi, in auto con voi o al supermercato o in coda in quell’ufficio, c’era un bambino (vostro figlio, nipote, …) gli avete senz’altro dato un buon esempio. Gli avete mostrato che si può, ed è piacevole essere cortesi anche con delle persone che non conosciamo e, riprendendo l’argomento con lui in un secondo momento, potreste far diventare quel semplice gesto un’occasione educativa.

 

 

 
11 marzo 2018