SAREMO MAMMA E PAPÀ: CHE GENITORI VOGLIAMO ESSERE?

SAREMO MAMMA E PAPÀ: CHE GENITORI VOGLIAMO ESSERE?

Questa è la domanda più importante da porsi quando si è in attesa di un figlio, per prepararsi ad accoglierlo e ad accompagnarlo nel suo percorso di crescita.

Che genitori si vuole essere ha ed avrà molto a che fare con la propria infanzia e le proprie esperienze vissute fino a quel momento, con la riflessione più consapevole possibile su che figlia o figlio si è stati, sul rapporto con i propri genitori, sulla propria storia famigliare che si è sviluppata di generazione in generazione…

Quand’è che si diventa genitori?

Quando si comincia a pensare di mettere al mondo un figlio o quando il figlio nasce?

Se il diventare mamma e papà fa parte di un progetto di coppia che si forma e si sviluppa man mano con l’approfondirsi dell’amore, anche nell’attesa e nei mesi della gravidanza l’essere genitori ha già un significato pieno, reale, profondo.

Come sarà il nostro bambino?

Ogni mamma ed ogni papà ha in mente il proprio “bambino immaginario”, un’idea che può essere indistinta, sfuocata, evanescente, ma che talvolta assume dei contorni più precisi, una forma più definita, un’immagine precisa di “come sarà”, che corrisponde al desiderio, al “come vorrei che fosse” e che potrà dissolversi nel confronto con il bambino reale o rimanere sullo sfondo ancora per un po’ di tempo. 

Anche i racconti di altre mamme e altri papà – amici, conoscenti, i genitori stessi (i futuri nonni), fratelli e sorelle, … – porteranno a costruirsi, come in un puzzle di molti pezzi, un’idea di ciò che potrà essere, di come potrà essere l’avventura con il proprio figlio o figlia, idea che verrà poi confrontata ed inevitabilmente modificata dall’incontro reale con lui o lei. 

Ci si trova di fronte al più misterioso, travolgente, destabilizzante e rivoluzionario  impegno nell’esistenza di due persone, che continuerà per tutta la vita e andrà al di là perfino del legame della coppia stessa, perché si rimane genitori sempre, anche se la coppia dovesse dividersi per gli imprevedibili eventi della vita…

Il tempo dell’attesa…

Il periodo dell’attesa è prezioso per i futuri genitori per prepararsi ad accogliere il proprio bambino, sia dal punto di vista pratico (gli spazi, il corredino, tutto l’occorrente per il suo benessere fisico, …), sia da quello emotivo, della consapevolezza di ciò che l’arrivo del nuovo nato porterà nelle proprie vite e del significato che la parola “figlio” porta con sé.

Questo si alimenta di tutti i pensieri, desideri, emozioni, progetti che la coppia si confida nel dialogo e nel confronto, ma anche di ciò che ognuno dei due prova dentro di sé, immagina, sogna e che talvolta non è così semplice da esprimere a parole.  

Giorno dopo giorno l’esperienza del prepararsi ad essere genitori viene vissuta insieme come coppia, il più possibile, in uno scambio ed una condivisione continui di desideri e convinzioni, di timori e speranze, di stanchezza ed entusiasmo… e viene plasmata e nutrita con la cura e l’attenzione che si potrebbe mettere nell’immaginare e creare un’opera d’arte…

È un tempo delicato e intenso anche da dedicare a se stessi, alle proprie riflessioni, alle letture, per scoprire ed accogliere ciò che si prova e predisporsi a creare il proprio nido con curiosità e sereno stupore, con la porta aperta a ciò che avverrà nella propria vita…

Nota informativa: I genitori in attesa e chi fosse interessato ad approfondire questo argomento ed a seguire un percorso personalizzato, come indicato nella pagina “CHI SONO” , possono contattarmi attraverso il modulo apposito o il numero di telefono presenti nella pagina dei “CONTATTI”

http://www.educazionequotidiana.it/chi-sono/(si apre in una nuova scheda)

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19 maggio 2019