8. E se non si rispettano le regole?…

8. E se non si rispettano le regole?…

Già… cosa fare? Dopo tanti buoni propositi per dare delle regole, vi domanderete: “Cosa faccio se poi mio figlio non le rispetta?”.

 

… Le conseguenze…

Quando avrete spiegato le regole a vostro figlio e vi sarete accertati che le abbia comprese, man mano che vi troverete in situazione, gli ricorderete la regola adatta. Gli avrete spiegato che deve rispettare le regole, altrimenti ci sono delle conseguenze, che lui conoscerà in anticipo, in modo da potersi regolare (… appunto). È meglio che le conseguenze siano naturali e logiche, cioè collegate alle situazioni, che siano adeguate ed il più possibile immediate.

 

… Se non rispetta le regole…

Se il vostro bambino non rispetta le regole e magari fa un sacco di capricci (*) servono quindi delle conseguenze, meglio se “naturali”, altrimenti è come parlare al vento e lui capirà presto che, anche se sgarra, non succederà niente… Ci deve essere un “patto”, fatto prima con il bambino, in cui gli ricordate che c’è una regolina e che deve ascoltare i genitori, altrimenti c’è una conseguenza. È meglio che lui sappia prima quale potrebbe essere la conseguenza se lui non rispetterà la regola. Ad esempio: “A casa di Paolino cerca di comportarti bene, lo sai, senza capricci, corse, urli,… Altrimenti torniamo a casa prima della fine della festa” o “Tratta con rispetto il gattino della tua amica, con delicatezza, calma, senza fargli male o spaventarlo, se no non potrai rimanere il pomeriggio a casa sua”… Questo lo metterà in condizioni di poterne tener conto e di non sentirsi poi trattato ingiustamente se, purtroppo, dovrete applicarla, perché capirà che è dipeso da lui.

Naturalmente, soprattutto le prime volte, appena vedete che tende a sgarrare, prendetelo in disparte e, con calma, ricordategli la regola e la conseguenza stabilita, in modo da dargli la possibilità di autocontrollarsi, di comportarsi come gli avevate chiesto e di sentirsi poi soddisfatto di sé.

 

… Altri tipi di conseguenze…

In genere è meglio che la conseguenza sia collegata in modo diretto e naturale alla situazione in cui il bambino non ha rispettato la regola. Tuttavia, a volte, se non ci si pensa per tempo, o se non è possibile, si può togliere qualcosa che gli piace (la TV, un gioco, ecc.) e lui lo deve sapere in anticipo. In alcuni casi si può spiegargli che dovrà rimediare facendo proprio quello su cui ha mancato (es. Il giorno dopo potrà aiutare il compagno verso cui si è comportato male, ecc.): è più probabile che in seguito se lo ricordi di più ed è anche più educativo.

 

… Attenzione ad alcune cose importanti…

– attenzione ai messaggi che gli date quando lo riprendete o lo sgridate: se sono messaggi “sull’essere” (“sei un disastro”, “sei sempre il solito”, ecc.) possono ferire e creare involontariamente delle “etichette”, che il bambino può sentire su di sé (pensandosi come “il bambino cattivo”) e far sue anche nel comportamento (“sono cattivo e quindi mi comporto da cattivo”) o, in qualche caso, portarsele dietro nella vita…

– naturalmente non vanno mai picchiati i bambini perché si viene meno, nei fatti, ai principi che insegnamo loro a parole e si perde sia dal punto di vista educativo che comunicativo!

– inoltre: non vanno mai usati i ricatti affettivi, tipo “se fai così non ti voglio più bene” o “ti mando via”, ecc. E’ ciò che i bambini temono di più al mondo: di perdere l’amore delle persone care o di non vederle più. Mai fare leva sulle loro paure! I bambini possono imparare se ubbidiscono per rispetto e autorevolezza dei genitori, non per paura o autoritarismo.

Pian piano il bambino (tra i quattro ed i cinque anni) inizierà ad ubbidire anche in risposta ad un “senso morale” che avrà interiorizzato, grazie alla vostra guida ed al vostro esempio.

 

… Se il bambino è piccolo…

Tenete conto, come sempre, che se il bambino è piccolo è meglio essere il più pazienti possibile (… e non solo se è piccolo…). Inoltre, sapete che spesso non c’è l’intenzionalità nel fare qualcosa di sbagliato, ma è solo una conseguenza della sua impulsività o irruenza. In quel caso va aiutato a capire cosa è accaduto, cosa non va e, soprattutto che con la calma e la tranquillità si fa tutto bene, rassicurandolo che sappiamo bene che non l’ha fatto apposta.

 

(*) Per i capricci potete trovare molte indicazioni nel mio e-book “Basta con i capricci! Come affrontarli? Come prevenirli?”, What Edizioni Etiche Digitali

 
25 novembre 2017

Potete rileggere anche:

1- “Prima di tutto: L’amore per i figli e la loro sicurezza: si parte da qui”

2- “Saper  ascoltare… Un’arte che va ritrovata e coltivata”

3- “Trovare  l’accordo…  Voi genitori siete d’accordo su come educare i figli?”

4- “Essere genitori coerenti: una capacità preziosa”

5- “Esistono ancora i ruoli materno e paterno?”

6- “Quale atteggiamento avere con i bambini? L’importanza del decidere con calma”

7- “Perché servono le regole?”