I PREADOLESCENTI E LE REGOLE…

I  PREADOLESCENTI  E  LE  REGOLE…

Già, “le regole, queste sconosciute”… o meglio, per il preadolescente: “le regole, e chi se ne importa?” “… chi me lo fa fare di seguirle?”

Sì, perché, come tutti i genitori di figli preadolescenti sanno bene, tra le tante trasformazioni che i ragazzi e le ragazze vivono, avviene anche quella che pare renderli incapaci di seguire regole ben note, già collaudate, che fino a poco tempo prima venivano rispettate attraverso dei rituali abbastanza riconosciuti, pur se spesso contornati da lamentele e qualche capriccio…

Una precisazione: per comodità, parlerò sempre dei figli usando il maschile, ma, ovviamente, si intende sempre riferirsi sia ai maschi che alle femmine. 

All’improvviso contesta tutto…

Con la preadolescenza arrivano anche proteste e contestazioni continue verso i genitori e verso tutto ciò che costituiva una consolidata – o quasi – routine quotidiana e sembra che non ci sia più nulla che vada bene ai figli, che li soddisfi, che non provochi musi lunghi, polemiche, critiche anche pesanti.

Non per tutti questa è una novità, perché alcuni ragazzini, già durante l’infanzia, hanno sempre risposto con fastidio e con ribellione alle regole sia famigliari che scolastiche, mettendo a dura prova la pazienza degli adulti e la loro capacità di mantenere la giusta autorevolezza. Per loro, con le turbolenze della crescita, risulta ancora più difficile rispettare indicazioni, norme e divieti e criticano o disprezzano in modo ancora più deciso tutto ciò che ritengono limitare la loro libertà e i loro diritti.

Ma chi è? Non lo riconosciamo più…

Qualcuno, addirittura, arriva ad urlare in malo modo ai genitori, a diventare aggressivo nei toni, nelle parole e talvolta anche nei gesti o, perlomeno, nelle intenzioni, spiazzando mamma e papà che si trovano di fronte una persona nuova, diversa dal bambino che hanno cresciuto con tanto amore…

E voi genitori, come reagite?

E tutto questo, anche se fa ammattire voi genitori, è normale, è fisiologico e anche l’aggressività con cui si ribellano serve ai ragazzi per distaccarsi proprio da voi, per formare la loro personalità, che si costruisce anche attraverso l’opposizione a voi, per dare forte e chiaro il segnale di un allontanamento necessario per trovare la propria strada, fuori dal comodo riparo delle vostre ali.

E le reazioni di voi genitori, dettate dal disorientamento e dall’ansia, sono le più diverse e, spesso, contrarie a tutti quei principi che, fino a quel momento, avevate cercato di seguire ed applicare nella realtà…

Perciò capita che voi, mamma e papà, vi troviate ad affrontare la situazione scivolando in alcuni errori educativi che, fino a lì, eravate per lo più riusciti ad evitare accuratamente: la non coerenza, il disaccordo tra di voi, l’autoritarismo improvviso, l’agire d’impulso, … e iniziate ad urlare ai vostri figli, a rispondere agli insulti con lo stesso tono, a minacciare o mettere in atto punizioni esagerate, a sconfermarvi tra voi, insomma… un bel pasticcio!

Qualche coppia, per lo scoraggiamento e il “tanto non serve a niente…”  decide perfino di lasciare andare le cose e di adottare una modalità eccessivamente permissiva, sperando, forse, di riconquistare l’attenzione e la disponibilità all’ascolto da parte dei figli… Pura illusione! Oltretutto rischiosa.  

Calma e pianificazione…

Lo so, lo so che sembra impossibile venirne a capo e che qualunque tentativo facciate non serva, ma, anzi, sembri peggiorare la situazione…, eppure, con la giusta dose di calma e pianificazione, potete riuscire a prendere in mano la situazione e ad iniziare la svolta verso il cambiamento.

Per una gestione consapevole ed efficace delle criticità serve confrontarvi tra voi genitori e sostenervi, pianificare e preparare un “piano d’azione”, recuperare o trovare la calma e la lucidità necessarie per non farvi prendere la mano dalle intemperanze dei figli, ritrovare la vostra autorevolezza e la convinzione di poter riuscire a far funzionare le cose.

E con le regole come si fa?

Con i preadolescenti e gli adolescenti tutto il sistema di regole che avete impostato durante la loro infanzia va rivisto, sistemato, ricontrattato. Non si possono più mantenere le regole tali e quali ed anche la loro struttura deve evolvere, man mano che i ragazzi crescono. (Nota: Per le regole trovate diversi articoli precedenti in questa stessa sezione del Blog.)

Di sicuro, ora, le regole non vanno poste né come imposizioni “devi fare questo o quello…”, né come divieti assoluti “non puoi… è vietato…” che otterrebbero solo l’effetto di far alzare ai vostri figli una barriera difensiva, in quanto vissute come obblighi ingiusti e calati dall’alto e, per questo, a loro avviso, inaccettabili.

Certamente va data l’attenzione alla sicurezza, alla salute, allo studio, agli orari, al rispetto, ma non sarà ponendo regole rigide o minacciando i figli con punizioni e ritorsioni varie che otterrete la loro collaborazione.

Sarà importante far capire loro che le regole servono a far funzionare la convivenza e il benessere di ciascuno e che, all’interno di ciò che stabilirete come regola base per ogni ambito che lo richieda, avranno un margine di libertà tanto più ampio quanto maggiore sarà la loro responsabilità nel “regolarsi”.  

Riprendere il dialogo…

Serve una contrattazione con i figli, va cercato un dialogo in cui trovare un accordo che soddisfi loro e voi, una giusta via di mezzo che tenga conto di diritti e doveri di tutti, nel rispetto reciproco.  

È necessario che i papà prendano in mano la situazione insieme alle mamme, ma che siano loro a  dedicare un po’ di tempo per  riaprire il dialogo con i figli, ad agganciarne l’attenzione e l’interesse, a condurre le “trattative”, ad assolvere a quel ruolo normativo che, simbolicamente, ma anche pragmaticamente, appartiene più ai papà che alle mamme, che, nella mente dei figli, rappresentano ancora il legame con l’infanzia, la protezione e l’accudimento costanti e solleciti.

Concordate tra voi genitori cosa dire a vostro figlio, quando e come farlo e cercate poi di trovare un momento adatto, in cui non vi siano conflitti in atto e tutti siate tranquilli, per dirgli che volete parlare con lui. Magari concordate questo momento, non fatelo all’improvviso, con il rischio che vi chiuda la porta in faccia dicendo che non ha tempo, che deve studiare (… ma dai?…), che non tenete mai conto delle sue esigenze (… eh certo!…)! Darete l’esempio di come tenere conto dei tempi dell’altro sia una importante manifestazione di rispetto e… non gli fornirete scuse per defilarsi. Come si diceva: pianificare! Organizzarsi!

Rassicuratelo che non sarà una sgridata, né un processo e nemmeno un’occasione per polemizzare, ma che vorreste proprio un momento per parlarvi “a cuore aperto”, con serenità, senza recriminazioni, ma con la volontà di ascoltarvi reciprocamente. 

Potete iniziare dicendo che la vostra intenzione è quella di rivedere insieme a lui le regole famigliari che lo riguardano, perché è più grande, sta crescendo e le sue capacità di pensiero e di giudizio sono cambiate da un po’ di tempo. Sarà importante per vostro figlio sentirsi riconoscere che è cresciuto, che non lo considerate più come un bambino, che tenete conto delle sue nuove esigenze e questo dovrebbe (… il condizionale è d’obbligo…) permettergli di “abbassare la guardia” e ascoltarvi.

Cercate di ricostruire con lui come stanno andando le cose tra voi, senza temere di accennare alle difficoltà di comunicazione, dite come lo vedete, chiedete se vuole dirvi qualcosa, qualsiasi cosa lo riguardi, date voce a ciò che vi pare stia provando in quel periodo, lasciategli il tempo per raccogliere le idee e, se vorrà, per parlarvi.

Se non dovesse funzionare perché, ben che vada, vi sentite rispondere a monosillabi, non tiratela in lungo, ma dite che potrà pensarci su e che ne riparlerete la prossima volta. E, appena possibile (non fate passare troppi giorni), datevi un nuovo “appuntamento”. Ma non lasciate perdere!

Riconoscete ai figli che a loro costa fatica rispettare le regole, come costa fatica a tutti dover anteporre il dovere al piacere, ad esempio nel mondo del lavoro, ma che, proprio per questo, apprezzerete ancora di più se riusciranno a rispettarle. Inoltre, fateli riflettere sul fatto che la consapevolezza di aver svolto i propri doveri e di comportarsi in modo adulto e responsabile, permetterà loro di godersi più serenamente il tempo libero e i momenti di svago.

Per le coppie separate: se i genitori sono in accordo sull’educazione dei figli, la modalità potrebbe essere più o meno la stessa, se possibile gestita insieme, altrimenti ognuno potrà fare la propria parte, tenendo conto delle esigenze e intenzioni dell’ex partner. L’importante è che i figli sentano che c’è un sostanziale accordo sui temi principali che li riguardano.

Anche per il genitore single la modalità del dialogo e la gestione del tutto è quella descritta, con la differenza ovvia che, in questo caso, sia il ruolo materno che paterno vengono  rivestiti da un’unica persona 

Quali regole?

Come dicevamo le regole vanno ricontrattate nelle modalità di applicazione, nei tempi, anche nei significati che rappresentano e nelle motivazioni reciproche, ma sono necessarie per potersi muovere in sicurezza all’interno del “perimetro” che verrà definito insieme tra genitori e figli.

Ricordate però che a questa età i ragazzini fanno ancora fatica a tenere sempre conto delle conseguenze delle loro azioni e, perciò, le regole, una volta concordate, andranno tenute d’occhio, soprattutto dai papà, mantenute nei binari stabiliti, fatte funzionare e tarate man mano se ce ne fosse bisogno.

Guai a concordarle e poi a non supervisionarle! Sarebbe una incoerenza che i figli coglierebbero immediatamente, che li farebbe sentire meno protetti e che darebbe loro il là per “alzare il tiro” in modo da mettervi alla prova.

Quali sono queste regole? Ogni famiglia ha le proprie ma, sostanzialmente, a questa età, riguardano:

i compiti e lo studio, con gli orari ad essi dedicati, che dovrebbero essere regolari, non serali possibilmente. Va anche tenuto conto, nel caso i figli necessitino di aiuto da parte dei genitori, del tempo disponibile da parte loro, che va organizzato in tempo e non dato per scontato;

la sicurezza in casa, per strada, in rete, a scuola ed in ogni ambiente che i ragazzi frequentano. Un confronto aperto ed un esame di realtà fatto con serenità e senza recriminazioni è necessario e, oggi come oggi, un argomento da tenere sempre “in quota” per le trasformazioni velocissime in atto nel mondo della tecnologia e nella società. Informarsi su come tenere sotto controllo gli accessi dei figli ad Internet è naturalmente, oltre che utile, sempre più imprescindibile;

la salute: si sa… i ragazzini faticano ad ascoltare le raccomandazioni di coprirsi per il freddo e ripararsi dalla pioggia e magari sperano di saltare la scuola per un forte raffreddore o la febbre. Ragionare con loro sul fatto che però, oltre alla scuola, perdono anche altre occasioni che a loro interessano (sport, con gli amici, una festa, …), può forse farli riflettere, ma temo debbano trovarsi nella situazione temuta per rendersi conto che “se la sono cercata” e capire di evitare certi rischi in futuro… E non è detto che poi ne terranno conto… ;

gli orari del sonno: fondamentali per la salute e per non sentirsi come degli “zombie” il giorno dopo, scarichi e demotivati;

gli orari di rientro a casa, sia pomeridiani che serali se ci sono già uscite con gli amici;

l’uso del denaro e la paghetta: accuratamente dosati e adattati alle reali esigenze, per aiutarli ad essere un po’ autonomi e responsabili nelle loro piccole spese;

l’uso della tecnologia: la televisione, il cellulare (a questa età, a mio parere, è ancora presto perché ne abbiano uno personale), il PC, il tablet, i giochi elettronici, ecc. vanno limitati nel tempo, dosati e andrà definito un tempo massimo a disposizione, per non interferire con lo studio e, soprattutto, per evitare effetti ipnotici dannosi per lo sviluppo neurologico ancora in evoluzione e per le capacità di pensiero che, da creative, ricche e piene di potenzialità, rischiano di essere ingabbiate in percorsi già definiti, globalizzati, acritici e privi di originalità;

il rispetto reciproco: con i genitori, fratelli e sorelle, parenti e amici, compagni di scuola e professori… con tutti! Il rispetto va conquistato e, tanto preteso per sé, quanto riconosciuto agli altri.    

Potete rileggere, in questa sezione, anche i precedenti articoli:

– “Preadolescenza:  età di grandi cambiamenti…” , dove trovate un po’ di bibliografia sull’argomento.

– “Preadolescenti  e  genitori: la comunicazione difficile…”.

Oltre alla bibliografia già proposta, vi segnalo anche il testo:

“Urlare non serve a nulla” di Daniele Novara, edizioni BUR parenting.

04 novembre 2019