EDUCARE I FIGLI AL RISPETTO DEL FEMMINILE

EDUCARE I FIGLI AL RISPETTO DEL FEMMINILE

Il 25 novembre è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e tutti noi abbiamo sentito e sentiamo, quasi quotidianamente, testimonianze, storie drammatiche e storie tragiche di donne maltrattate fisicamente e psicologicamente, private dei loro diritti, della libertà, della loro capacità decisionale, della possibilità di lavorare, di istruirsi, di stare con i propri figli, di scegliere, della vita.

Donne tenute prigioniere da uomini malati, meschini, ignoranti, arroganti, crudeli, violenti, assassini. Uomini che non sono dei veri uomini, perché un vero uomo non ha bisogno di ottenere qualcosa con la forza, con la violenza, la prevaricazione, la paura. 

Ogni giorno deve essere un giorno in cui tenere alto il monito contro questi soprusi, queste assurde pretese di schiavitù femminile, questi femminicidi.

Papà, mamma e figli…

Voi genitori avete un ruolo fondamentale nel crescere bambini e bambine nella consapevolezza del rispetto per se stessi e per gli altri, nel dare loro l’esempio nei fatti e con le parole, mostrando rispetto e sollecitudine reciproca tra mamma e papà, in modo che i vostri figli vedano e respirino cosa vuol dire donare e ricevere affetto, stima, amore veri, puliti, disinteressati, liberi da pregiudizi e false credenze. Nel sostegno reciproco della libertà di pensiero e di azione e nel riconoscimento della ricchezza data da idee, talenti e interessi diversi. Nel riconoscimento della parità di genere.

Entrano in campo le emozioni, l’intelligenza, la cultura, il mondo affettivo e relazionale, la capacità di conoscere se stesso e l’altro, l’equilibrio, l’onestà intellettuale, la pazienza, la complicità tra genitori…

Dare l’esempio ai bambini fin da piccoli…

Se i maschietti vedranno il papà che riconosce alla mamma i suoi spazi ed i suoi tempi, che la sostiene e la protegge, la ascolta, ne cerca l’aiuto e l’appoggio, che la stima e la valorizza, pur, talvolta, nella diversità di opinioni, vorranno assomigliare al loro modello maschile preferito, il loro papà e cercheranno di imitarne i gesti, le parole, i comportamenti. Respireranno rispetto per la mamma, la sorella, l’amichetta di scuola, le ragazze e le donne e potranno, crescendo, diventare uomini rispettosi, equilibrati, attenti. Compagni in gamba ed affidabili.

E le femmine che assisteranno a queste stesse attenzioni, cresceranno con un’idea del femminile solida, sentiranno di poter e voler assomigliare alla mamma, di poter  e voler essere valorizzate a loro volta, di meritare attenzioni, stima, rispetto. Di poter aspirare a ricercare ed a raggiungere i loro obiettivi, qualunque sia la realizzazione di sé che desiderano veramente per la loro vita. Di meritare per il loro futuro di donne un amore sano che le faccia stare bene.

La stessa cosa vale per le mamme verso i papà, con atteggiamenti e comportamenti di vero rispetto, fiducia, amore. Di complicità e sostegno reciproci, che daranno ai figli quel senso di appartenenza e di sicurezza imprescindibili per una crescita serena e fiduciosa.     

Se una coppia è separata rimane comunque importante che entrambi i genitori cerchino, verso i figli, al di là dei loro eventuali conflitti o delle loro divergenze, di dare e mantenere il più possibile messaggi che tengano alta l’opinione verso l’ex partner, che ne preservino e tutelino l’integrità e l’idea positiva come persona e come genitore. Un grande impegno che vale sicuramente la pena per favorire una crescita equilibrata dei figli.   

Le parole hanno un grande peso…

È, purtroppo, abbastanza facile scadere nel dire parole o frasi, se non volgari, quanto meno poco rispettose del genere femminile (anche di quello maschile, peraltro…), che rischiano di dare messaggi oscuri che arrivano ai bambini in modo ambiguo, poco comprensibile e carico di significati deleteri.

Anche quello che viene detto in presenza dei bambini va quindi costantemente valutato, come sapete, perciò, anche i commenti verso il mondo femminile al di fuori delle mura domestiche (insegnanti, amiche, conoscenti, donne del mondo dello spettacolo, ecc.) dovrebbero sempre tener conto di quanto detto sopra: del rispetto verso l’altro.

Gesti, atteggiamenti, comportamenti…

Ancor di più avranno un peso i fatti, il comportamento che i bambini osservano ed imitano… perciò: grande attenzione ed educazione!

E, proprio pensando all’educazione, quella quotidiana e legata alle abitudini famigliari, possiamo riflettere su quali messaggi vengono passati ai bambini semplicemente attraverso delle consuetudini di vita domestica o anche al tipo di giochi che si scelgono per loro.

Spesso, infatti, si tende a chiedere alle figlie femmine e non ai fratelli maschi il classico “aiuto in casa”, insegnando loro tutte le azioni domestiche che vanno dalle pulizie al cucinare e aspettandosi che le svolgano come novelle cenerentole, felici e canticchianti ad immaginarsi in futuro come regine operose della loro casa. Tutto questo va bene (il passare queste competenze, intendiamoci, non farle sentire cenerentole…), a patto che le stesse cose vengano insegnate e richieste anche ai maschietti. Non vorremmo che, da grandi, loro, i ragazzi, gli uomini, non sappiano cavarsela nelle faccende domestiche e si aspettino di delegare tutto alla loro futura compagna, vero?   

Anche attraverso i giocattoli che si regalano ai figli ed al tipo di giochi che si propongono loro, passano dei messaggi che andranno a costruire man mano pezzetti della loro idea di sé. Perché alle bambine si regalano oggetti-giocattolo che riprendono le attività domestiche (ad esempio il ferro e l’asse da stiro, la cucinetta, la lavatrice, ecc.) e le stesse cose non vengono regalate ai maschietti?

Forse si pensa che loro non avranno a che fare con queste mansioni? Eppure, oggi come oggi, i ragazzi e gli uomini in genere collaborano (o dovrebbero farlo) nella gestione e l’andamento della casa, sia che vivano in appartamenti per studenti, sia che abitino da soli, convivano o siano sposati… Non sarebbe meglio che, fin da piccoli, prendessero confidenza con queste attività?

Ora, non dico di regalare ai maschietti cucinette e lavatrici (ma, se qualche bimbo li preferisse, perché no?), ma di non dare per scontato che queste piacciano di più alle femmine e, magari, suggerisco di cercare di capire se, invece, alcune bambine preferirebbero ricevere costruzioni, trenini, macchinine e piste o altri giocattoli solitamente ritenuti più “maschili”. Potrebbero stupirvi.

Parlare con i figli di quanto accade…

Inevitabilmente anche i bambini possono sentire alla televisione, alla radio o in altro modo, le notizie degli orribili e, purtroppo, sempre più frequenti, crimini commessi contro le donne di ogni età ed estrazione sociale, perpetrati da uomini evidentemente – torno a dire – malati, crudeli, violenti, con la precisa volontà di sfregiare, profanare con disprezzo bellezza e integrità fisica, di “punire”, di rovinare la vita, fino a toglierla.

È ovvio che sarebbe importante cercare di risparmiare loro questo tipo di ascolto dai mass media, soprattutto finché sono piccoli, limitando il più possibile la visione da parte loro di telegiornali o trasmissioni in cui si commentano queste notizie o, almeno, cercare di non lasciarli mai da soli davanti alla televisione in determinati orari o quando c’è la possibilità che questi messaggi arrivino.

Ma, se vi accorgete che i vostri figli sentono comunque queste notizie, è assolutamente importante parlarne con loro, cercando di capire cosa abbiano pensato di quanto appreso, decodificando contenuti e significati in modo che questi possano essere compresi dai bambini o dai ragazzi, naturalmente in base alle loro età e capacità.

Se sono grandini ed in grado di capire ragionamenti complessi, è meglio affrontare questi aspetti, se c’è l’occasione, piuttosto di evitare l’argomento per timore di spaventarli o preoccuparli: se hanno sentito queste notizie, possono essersi spaventati e preoccupati.

Immagino starete pensando “Quali spiegazioni? Rassicurarli come?Facile a dirsi, ma come possiamo spiegare fatti così terribili e traumatici? Che tono dobbiamo usare? Quanto realistici dobbiamo essere? Come mettere in guardia le figlie senza terrorizzarle rispetto all’altro sesso?”

È vero! Non c’è una risposta. Non esiste una modalità preconfezionata per affrontare nel modo giusto questi temi, ma il vostro porvi il problema ed essere accanto a loro con la disponibilità ad ascoltarli ed a cercare di mettere parole dove verrebbe da reagire solo con un muto orrore, li farà sentire accompagnati e meno soli di fronte alla scoperta di assurdi ed impensabili aspetti dell’animo umano.

La vostra presenza e le vostre spiegazioni potranno aiutarli, per quanto possibile, a capire che se ne può parlare, che è importante riflettere e costruirsi modalità di pensiero critico personali, analitiche ed attente a valutare sempre i propri e gli altrui comportamenti alla luce dei valori e dei principi che avrete loro insegnato e che fanno parte dei loro vissuti.

Quei valori che, come delle bussole emotive, insieme al loro istinto, potranno guidarli nella scelta delle relazioni da coltivare o da cui stare alla larga.  

08 dicembre 2019