IL SENSO DEL GUSTO: AMBASCIATORE DI DELIZIE…

IL SENSO DEL GUSTO: AMBASCIATORE  DI  DELIZIE…

Proseguiamo con qualche riflessione sui nostri sensi. Dopo quello dell’olfatto, visto nel precedente articolo, parliamo del gusto.

Anche il gusto, come l’olfatto, è un senso assai potente e primitivo, che ci accompagna nella nostra alimentazione, ma anche nella distinzione di ciò che può essere per noi tossico e che, in genere, ci risulta sgradevole, se non repellente. 

La nostra capacità di gustare i sapori, di riconoscerli, apprezzarli e ricercarli oppure di non gradirli ed evitarli, si affina man mano con il tempo e grazie alle esperienze che ci hanno messo a contatto con la grande varietà di cibo e bevande esistenti o anche con elementi non alimentari che, tuttavia, hanno particolari caratteristiche distinguibili sotto l’aspetto gustativo.

Sappiamo tutti che i bambini molto piccoli esplorano gli oggetti circostanti prima di tutto con la bocca, che è la loro investigatrice personale, sempre in azione per scoprire tutto ciò che li incuriosisce e questo, naturalmente, richiede un lavoro di attenzione costante, da parte dell’adulto, per proteggerli da pericolose sorprese.

Il nostri gusti cambiano…

Il senso del gusto evolve man mano che cresciamo, in base alle nostre personali preferenze. Alcuni sapori ci catturano da sempre, mentre altri ci conquistano solo con il tempo ed altri ancora, per qualche motivo, si trasformano nella nostra individuale graduatoria da graditi a spiacevoli.

È sempre una sorpresa affascinante, anche per noi adulti, incontrare un sapore nuovo  o una combinazione inedita di aromi e trovarli buoni al palato, inaspettati, tanto da farci aprire a questa esperienza sensoriale con la curiosità e la gioia di un bambino che scopre qualcosa di mai provato prima.

Allenare e raffinare il gusto…

Quando gustiamo un cibo, tutti i sensi sono all’erta: lo vediamo, ne sentiamo il profumo, la consistenza, la temperatura, possiamo udire che rumore fa se è croccante da addentare,…

Come abbiamo visto per il senso dell’olfatto, anche per quello del gusto si possono proporre ai bambini piccole prove-gioco che li mettano in contatto con alimenti e sapori diversi da assaggiare, conoscere e riconoscere, identificare tra altri…

Si può iniziare con la classica distinzione tra le quattro grandi categorie di sapori: dolce, salato, amaro, acido… e far assaggiare alcuni alimenti con queste caratteristiche, per poi farli riconoscere e descrivere ad occhi chiusi. Così piccoli assaggi di zucchero o di sale, di caffè (appena un goccio…) o limone, danno una prima idea delle differenze dei vari sapori e delle loro caratteristiche, delle parole che servono per nominarli, delle espressioni anche buffe del nostro viso se sono troppo forti o pungenti. E sarà interessante anche far riflettere i bambini su una ulteriore categoria: l’insapore o il gusto neutro, quale può essere quello dell’acqua…

Si può poi giocare a far loro distinguere il livello di dolcezza nello stesso alimento: ad esempio cioccolato al latte o fondente, latte puro o zuccherato; o il grado di sapidità, confrontando il pane normale con quello senza sale; oppure l’asprezza del succo di limone puro o invece mescolato all’acqua, lo yogurt puro o quello alla frutta… In questo modo si può aiutare il bambino a raffinare la propria capacità percettiva, ad allenare l’abilità nel fare confronti, nel descrivere ciò che piace o non piace, nel definire livelli diversi di intensità, ecc.

E anche questo, come abbiamo visto nel precedente articolo sull’olfatto, permette di ampliare il lessico, di cercare le parole giuste per definire qualcosa di così soggettivo come un gusto ma, nello stesso tempo, in gran parte condivisibile da tutti…

Anche bambini che hanno una gamma di gusti ristretta e rifiutano molti cibi potrebbero, in questo modo, grazie al gioco ed al clima divertente e libero dall’aspettativa del “mangiare tutto”, avere la possibilità di incontrare cibi diversi, di affidarsi senza resistenze ad assaggiare (appena un po’…) sapori nuovi e magari di scoprire che sono pure gradevoli… (Su questo argomento potete trovare diverse indicazioni nel mio libro “Bambini e cibo: a tavola con serenità”, What Edizioni Etiche Digitali, nella sezione di questo Sito che tratta dei libri).

Sensazioni, associazioni mentali, ricordi…

Il senso del gusto è molto intimo e personale e ci può far ritrovare ricordi deliziosi o sgradevoli, facendoci catapultare a tradimento in un altro tempo, passato ma mai scordato…

Via libera quindi, con i bambini, a giocare ad abbinare ai vari gusti sensazioni, emozioni, evocazioni di ricordi anche intensi, paragoni, descrizioni, somiglianze, ecc. Un gioco che, come potete immaginare, ha infinite possibili variazioni, tutte da inventare e che possono aprire finestre del pensiero e dell’anima molto coinvolgenti…

Buoni assaggi e buon divertimento!

(Per chi volesse approfondire, segnalo anche il mio libro “Cibo e nutrimento: oltre l’appagamento di un bisogno. Assaggi in parole”, What Edizioni Etiche Digitali, sempre nella sezione di questo Sito che tratta dei libri).

Nel prossimo articolo parleremo del senso del TATTO.

12 gennaio 2019