GIOCANDO GIOCANDO… alleniamo la mente!

GIOCANDO GIOCANDO… alleniamo la mente!

A volte, per intrattenere i bambini e farli divertire, basta davvero solo un po’ di creatività e disponibilità.
Magari voi mamme siete in cucina per preparare la cena e vostro figlio si annoia e vi sta intorno in modo un po’ lagnoso e inconcludente, cercando la vostra attenzione e sperando che possiate giocare con lui. Ma voi purtroppo non avete tempo da dedicargli perché siete tornate tardi dal lavoro, dovete fare ancora tutto e rischiate pure di innervosirvi alle sue richieste…
Cosa fare? Come rispondere alle sue esigenze e, contemporaneamente, preparare la cena?
Certamente, (come potete trovare nell’articolo precedente di questa sezione sul giocare insieme quando non si può uscire di casa…), potete provare a coinvolgerlo facendovi aiutare, in base all’età, in piccole mansioni, come mescolare degli ingredienti, prendervi qualche cosa dalla dispensa, preparare la tavola, assaggiare insieme a voi per capire se la pietanza è gustosa, cotta a sufficienza, … Ma non sempre questo è possibile o è sufficiente.
Allora potete proporre un gioco che, non solo può far divertire il vostro bambino, ma farà leva sulle sua capacità di ragionamento, di esplorazione attiva, di distinzione degli oggetti tra loro in base alle varie caratteristiche, di tenere a mente una consegna o due o tre… Il tutto naturalmente adattato alla sua età, al suo livello di comprensione verbale, alle sue competenze già acquisite ed a quelle in evoluzione. Gli esempi sono riferiti alla cucina, ma naturalmente potrete adattarli ad ogni ambiente della vostra casa. (Qualche accenno lo trovate anche nell’articolo “Giocare con i propri figli: un tempo di qualità” della sezione “Pedagogia quotidiana per genitori”).
Provate a dirgli: “Ora portami (o indicami) un oggetto rosso che c’è in questa cucina” (ovviamente avete osservato che ce n’è almeno uno ed è a portata del bambino); poi … “qualcosa di blu”, “… di verde”, ecc. puntando sulla conoscenza dei colori.
Poi cambiate richiesta e dite, ad esempio “Ora indicami qualcosa di legno”, “… qualcosa di metallo”, “… di plastica” , spostando la consegna sul materiale di cui sono fatti gli oggetti.
O, ancora, fate entrare in gioco la funzione: “… trova un oggetto che serva per cucinare”, “… un oggetto che serva per scrivere”, “… per tagliare”, “… per raffreddare”, ecc.
La forma richiederà qualche conoscenza in più, per permettergli di individuare “un oggetto rotondo” o “… uno quadrato” o “… rettangolare”, ecc.
Potete anche utilizzare, come criterio di scelta, la dimensione, dicendo, ad esempio: “indicami un oggetto molto grande”, poi “… un oggetto molto piccolo”, “… uno un po’ meno grande di quello di prima”, ecc.
Anche lo spessore può essere elemento di discriminazione, cercando oggetti grossi (spessi) o sottili da indicare.
Per ognuna di queste categorie potete anche (sempre in base all’età di vostro figlio) dare due consegne consecutive con lo stesso criterio: ad esempio il colore: “… ora indicami un oggetto giallo e poi uno nero” oppure la funzione: “… un oggetto che serve per mescolare e uno che serve per condire…”, o combinando criteri diversi, ad esempio forma e materiale: “… un oggetto rotondo e uno di legno…” e così via, magari anche con tre consegne, se vedete che il bambino riesce a stare al gioco.
E ancora: mettere insieme due caratteristiche in uno stesso oggetto, favorendo l’identificazione mirata di qualcosa ma restringendo il campo delle possibilità, ad esempio “… che sia di legno e serva per mescolare”, “… di legno e serva per appoggiarci sopra le cose…”, “… di metallo e serva per cuocere il cibo…”.
E così via. Sono sicura che vi inventerete molte varianti e vi stupirete della velocità e dell’entusiasmo che i bambini metteranno in queste ricerche. Avrete l’impressione di “vedere” i loro cervelli in azione, con le “rotelle” in movimento come in un complicato ingranaggio perché, in realtà, giocando, li starete stimolando verso una flessibilità del pensiero, una capacità dinamica di passare dalla comprensione di una consegna all’altra, mantenendo stabili nella mente le caratteristiche degli oggetti e potendo operare scelte ad un livello sempre più complesso.
È un allenamento intellettivo molto stimolante, che non richiede particolari strumenti perché si può utilizzare ciò che si ha in casa o che si può vedere anche per strada. Inoltre fa leva sulle esperienze reali e quotidiane, quindi sempre a portata di mano e favorisce l’attivazione della capacità di attenzione, di osservazione, concentrazione e offre continue possibilità di fare collegamenti mentali: preziosa abilità in ogni tipo di apprendimento.

24 novembre 2018