DIS-APPUNTO: STRISCE PEDONALI

DIS-APPUNTO: STRISCE PEDONALI

Forse vi è capitato, mentre stavate guidando, di fermarvi alle strisce pedonali per lasciar passare una persona e di dover attendere pazientemente che questa, con il cellulare in mano, che evidentemente assorbiva tutta la sua attenzione, attraversasse con una lentezza esasperante, incurante di qualsivoglia persona, cosa o accadimento attorno a sé.

Qualcuno sbuca addirittura all’improvviso, perché coperto alla vostra visuale da un SUV parcheggiato proprio in prossimità delle strisce o dai cassonetti dei rifiuti e si catapulta in strada (sempre senza guardare…), così a voi tocca frenare di colpo, con il rischio che l’autista dietro di voi (che frequentemente è qualcuno che non mantiene la distanza di sicurezza e vi sta attaccato dietro come un paperotto alla propria madre… ma questo è un altro discorso) vi tamponi.

Ora, è vero ed è giusto che ci si debba fermare per lasciar passare i pedoni. Ed è altrettanto vero che questo è un dovere e non si discute…
Ma tre sono le riflessioni principali che mi si affacciano spontanee alla mente.
La prima riguarda la sicurezza del pedone stesso, che non controlla la situazione mentre attraversa una strada (… e non il soggiorno di casa propria…), ad esempio perché sta parlando al telefono, sicurezza che dipende in buona parte anche da lui. Con un femore rotto o peggio, il sapere di aver ragione non penso che lo consolerebbe poi così tanto…

La seconda riflessione, scontata, deriva da un breve, sconsolato pensiero su quanto siamo ormai cellulare-dipendenti, al punto di camminare per la strada senza concentrarci su ciò che ci accade intorno, ma su cui non mi dilungo…

La terza ha a che fare, guarda un po’, con il mio solito pallino dell’educazione. È vero che tu, caro pedone, hai diritto che io mi fermi per lasciarti attraversare ed è vero che è un mio dovere fermarmi, ma questo non significa che tu debba trasformare un dovuto atto di civiltà e di rispetto al codice della strada in una specie di penitenza. So perfettamente che quei pochi minuti in più di attesa non comprometteranno il resto della mia giornata e, probabilmente, non mi faranno neanche arrivare tardi a destinazione, ma ciò non toglie che il tuo atteggiamento mi irriti parecchio.
Se avessi davanti a me una persona che attraversa lentamente per difficoltà di deambulazione dovute all’età, a un acciacco o una qualsiasi disabilità fisica, ovviamente, aspetterei di buon grado e non mi passerebbe nemmeno per la mente di spazientirmi. Ma il fatto di dover sprecare il mio tempo ad aspettare i comodi di qualcuno che sembra pensare di essere l’unico abitante della terra o, quantomeno, non curarsi di nessun altro a parte se stesso… lo ammetto, tira fuori il peggio di me stessa!

Forse esagero, ma non sarebbe la cosa più bella e civile esercitare i propri diritti in piena libertà senza, però, ledere o limitare quelli degli altri?

… O sono io che pretendo troppo?…

26 agosto 2018